dammi 7 minuti e ti svelerò il segreto per capire se la tua pubblicità funziona(o stai brucando il budget)

specchiorottoconosci la regola dello specchio rotto?

sai chi non la conosce ha il grosso problema di non capire se il messaggio pubblicitario che sta facendo girare ha una qualche efficacia

capita infatti  di investire  ma in realtà si  sta facendo pubblicità alla concorrenza (e manco ringraziano i maledetti)

allora vuoi scoprirlo?  allaccia le cinture che si  parte

io non sono scaramantico ma quando si parla della regola dello specchio rotto mi tocco sempre i gioielli di famiglia. porta una sfiga incredibile e se non la conosci stai pur sicuro che la pubblicità della tua azienda (e l’azienda stessa) avrà davvero dei grossi problemi.

di cosa sto parlando?

ok ok adesso te lo dico

ogni volta che guardi i messaggi che una azienda manda tramite i suoi canali pubblicitari prova a capovolgere completamente la frase e guarda se funziona

cosa sto dicendo?

qui facciamo pane artigianale di alta qualità (artigianale può anche andar bene ma è abusato e nessuno è disposto a dire…)

qui facciamo pane industriale di merda.

qualità è la parola preferità dagli imprenditori italiani.
peccato che non voglia dire nulla di per sè e  soprattutto nessuno direbbe mai il contrario.

e se nessuno è disposto a dire il contrario semplicemente non metterlo.

si ma io ho il prodotto davvero di qualità e se non posso dirlo allora che dico?”

dici dati e numeri che dimostrino inconfutabilmente la Qualità.
qualità è un concetto astratto. i numeri sono concreti

facciamo un esempio

ogni giorno riusciamo a sfornare solo 200 pagnotte.
perchè noi facciamo l’impasto  a mano e lo lasciamo riposare per 11 ore e mezza sopra delle tavole di faggio rosso alla temperatura di 34 gradi
tutto questo è merito della ricetta tramandata nella nostra famiglia da 3 generazioni inventata da mia nonna Matilde nel 1958
il nostro lievito madre ha compiuto 57 anni e in tutti questi anni abbiamo continuato a fare il pane come una volta nel nostro  piccolo forno a legna in pietra magmatica.
utilizziamo sempre l’acqua della fonte Cristallina del Bentivogllio e il sale rosa dell’ himalaya.

non ho mai detto che il mio pane è di qualità. ma pensi che un pane cosi sia come quello che trovi al supermercato??

un altra genialata che si sente in continuazione:

la nostra è un azienda leader di settore e siamo quelli con il prodotto migliore(a parte che esiste un unico leader. Quindi LA Azienda Leader)

hai mai sentito:
la nostra è l azienda numero 47 e abbiamo un prodotto schifoso

nessuno lo farà mai! (inoltre chi è leader non ha bisogno di dirlo. lei è Riconosciuta leader non si deve autoproclamare)

fallo veramente e prova tutte le volte che leggi un messaggio pubblicitario e come me comincerai a farti grande risate. (e piangere per i soldi buttati nel tritarifiuti)

oltre al giochino divertente questo è uno sporco trucco per capire se quello che l’azienda in questione sta comunicando è in qualche modo Utile e che prende una posizione CHIARA

non si ostina ad essere per TUTTI ma rilevante per un particolare target di persone

se nessuno dei tuoi competitor è disposto a difendere la visione opposta allora significa che comunicate lo stesso identico messaggio.

e per distinguervi l’unico parametro che rimane è il Prezzo. e nella guerra del prezzo vincono i pezzenti.(oppure hai abbastanza risorse per tenere i prezzi bassi aspettando che il tuo competitor fallisca per rialzarli)(i supermercati fanno cosi)

io direi di utilizzare altre strategie.

PS: se hai tutti questi soldi da buttare lascia perdere l’ email e chiamami al XXX

ora che ti ho regalato uno specchio rotto non ti resta che riflettere il tuo messaggio e vedere che succede

fammi sapere nei commenti come viene il contrario del tuo messaggio pubblicitario

Andrea

anche tu dai retta ai miti e bruci il budget del tuo spot?

Ieri stavo leggendo un libro mentre mi spostavo tra  due fermate della metro
a dire la verità stavo divorando un libro di uno dei miei maestri e proprio mentre voltavo pagina sento lo squillo di un cellurare

no non era il mio
era  la persona accanto a me
prende il telefono in mano e comincia a parlare ad alta voce mentre io cerco di ributtarmi sulla lettura ma purtroppo sento una delle frasi più odiose e senza senso mai pronunciate nel marketing

l’importante è che se ne parli.

e mentre lui continuava a parlare cercando di farsi sentire anche su marte io tiro fuori carta e penna e comincio a scriverti

sai “l’importante è che se ne parli.”

è sicuramente una  delle frasi più abusate che siano mai state pronunciate.
la sento da quando ho memoria e devo dire  che anche senza andare a scomodare il parere dei Maestri si può intuire il perchè.

siamo seri per cinque secondi, qui ci siamo solo io e te

secondo te  c’è davvero qualcuno che si beve questa frase ?

cioè mi stai dicendo che se facciamo uno spot in cui  si sputtana il tuo prodotto/servizio/marchio tu sei felice che venga sputtanato per tutto il mondo?

“l’importante è che se ne parli”

ancora ancora può funzionare per diventare un concorrente del Grande Fratello
ma se stiamo parlando di aumentare le tue vendite nel lungo periodo forse è meglio pensare a ad altro.

l’obiettivo è conquistare la testa dei clienti con il tuo marchio
conquistarla per una categoria ben definita e (dove possibile)  oltrepassare la categoria stessa

ma nella mente dei clienti c’è davvero poco posto. per due massimo tre marchi

non sto dicendo che i tuoi clienti sono scemi.
sto dicendo che per ogni categoria esistono due massimo tre brand “ricordabili”. e nel lungo periodo si arriva immancabilmente a due.

un esempio?

un nome di cola?

magari mi dirai anche ma cos è una cola?

e se ti dicessi Coca Cola?

bene lei è la prima? e la seconda?

Pepsi!

e la terza?

la ubunto cola? la friz cola? la virgin cola. ne esistono milioni.
ma contano solo le prime due, le altre prendono le briciole che sono rimasti sul piatto dopo che son passate tutte le formiche del sud africa

se ti dicessi nastro adesivo a cosa pensi?

e se dico lo Scotch (non intendo il liquore, il mio fegato ha già il suo bel da fare per il nervoso)

hai mai sentito qualcuno dire. “passami il nastro adesivo”

o più spesso capita “passami lo scotch”

anche in cartolibreria chiedo lo scotch e mai il nastro adesivo.

un altro esempio fantastico sono gli energy drink.

magari ti chiederai anche cosa sono
e se ti dicessi Red Bull

ecco che subito ti viene in mente la lattina a scacchi argento blu con il toro rosso

la Red Bull ha creato la categoria energy drink e la possiede appieno

Red Bull ti mette le _ _ _

si la tua mente ha completato con Ali anche se non lo scritto.

lo ricordi e lo ricordi bene.

a proposito di memoria. sai una delle cose più fastidiose che possa capitare al tuo spot?

che la gente si ricordi in maniera perfetta lo spot  ma che non si ricordi per nulla che azienda/marchio pubblicizzava.

immagina la scena
“oh mario ma l’hai vista la pubblicità quella dove c’è quella macchina che diventa un trasformers”
“certo è veramente bella, sarebbe davvero figo avere una macchina che faccia cosi!”
“certo adesso vado a comprarla”
“ma come si chiamava?”
“bho non lo diceva mica nello spot”

una conversazione un pò strana ma questo è quello che succede

ti ricordi la pubblicità ma non cosa rappresentava

un ottimo risultato non c’è che dire
certo ora senti una vocina che ti dice
“va bene tutto ma intanto il mio slogan se lo ricordano, Tiè ”
lo slogan…
un altra brutta bestia che sarebbe meglio ammazzarla da piccola prima che cominci a fare danni.

siamo seri
le opzioni sono due

  1. possiedi completamente quella frase che ogni volta che viene pronunciata il tuo cliente viene folgorato immediatamente come se colpito dal fulmine lanciato da Zeus in persona (e ci vogliono milioni di bigliettoni verdi, tempo e non è detto che funzioni)

e anche se  riuscissi a raggiungere questo sognato risultato, per cosa poi?

certo saresti orgoglioso ma se sei qui ti interessa che lo spot funzioni = venda

red bull , mette le ali. ma quando voglio volare vado in aereoporto mica mi bevo una red bull

anche prima di buttarmi con il paracadute non bevo la Red Bull

arriviamo al punto

il problema della maggior parte degli slogan (e anche dei  pay off)
e che se cambi il marchio “funziona” uguale

si è sempre fatto cosi  infatti esiste una vera e propria “gara” a chi “ruba” la frase migliore (migliore in che poi non è dato sapere)

ok mi stai dicendo cosa NON si deve fare ma allora mi puoi dire cosa è giusto.

DIpende.

nel senso che dipende fortemente dall identità della tua azienda.

il marketing non è  una fuga di una notte di mezza estate che dimentichi il giorno dopo.
ma la parte fondante di azienda, un processo studiato a tavolino in base all’azienda e allo scopo

la differenza tra un evento e il processo.

quello che si osserva e che la maggior parte sono alla ricerca dell evento fortunato. del colpo di culo che faccia impennare le vendite con qualcosa di cretino e fantasioso che diventi virale

il Vero marketing è una Guerra con strategie pianificate
lo spot è solo Una delle armi che un direct Marketer ha  a disposizione.
potentissima ma deve essere studiata a tavolino e fatta sposare con una strategia di lungo periodo.

vuoi “la dritta”?

questo è il posto sbagliato e ti chiedo di andare in un altro blog. internet è pieno di dritte

vuoi conoscere i segreti e le strategie che creano le fondamenta del tuo impero ?

a presto

Prima volta qui? premessa per capire di cosa stiamo parlando

      pubblicitacreativa.com è il primo blog interamente dedicato all’analisi degli spot pubblicitari e alla loro critica funzionale in chiave umoristica.

quella che andremo a combattere è una guerra. iniziata anni fa da illustri antenati e che per ora stiamo perdendo.

creativi vs marketer

in questo blog ci saranno 3 cavalieri, tre amici curiosi che mi aiuteranno in questa nostra battaglia contro la pubblicità creativa.

sei curioso di voler sapere chi sono?

io NO però te li presento lo stesso…

  • il primo si chiama “ma di che c*** stiamo parlando?”
    è un amico razionale che si interroga sul perchè esista uno spot del genere e cerca di interpretare (non sempre con grande successo ) quello che voleva essere partorito originalmente dalla mente del creativo di turno.

 

  • il secondo si chiama semplicemente “perchè?” è un amico molto preciso che va a cercare e indagare cosa oggi quell’azienda rappresenta cosa fa e cosa sta cercando di comunicare

 

  • il terzo si chiama e “gli altri“?  devi sapere che “gli altri ” è veramente fastidioso. sempre a fare paragoni. hai presente nella compagnia di amici quello che si fa sempre i fatti degli altri e te li viene a spifferare senza che venissero richiesti…
    eccolo è proprio lui!
    Va alla ricerca della concorrenza per scoprire differenze e punti di forza (molto spesso rimane letteralmente basito)

ok tutto bello tu e i tuoi amici ma per quale motivo dici queste cose?

mi stai dicendo che tu con il tuo bloggettino di merda puoi sparare sopra queste pubblicità di agenzie pagate centinaia di migliaia di dollari

facciamo così. tu sei liberissimo di credermi o non credermi.
ma dalla scuola da cui arrivo io queste BOIATE vengono ABORTITE perchè si capisce subito che il cervello non è collegato con il mondo ma sta su un altro pianeta.

quello dove gli unicorni sono rosa e i soldi crescono sugli alberi di zucchero filato.

e sai perchè?

perché PRIMA di creare bisogna conoscere le REGOLE.

se non conosci le regole (o te ne fotti altamente) crei solo merda e butti tutti i soldi destinati alla campagna pubblicitaria nel tritarifiuti.(certo ti pagano comunque ma io mi sentirei un pò ladro)

Bene sei arrivato fin qui a leggere?

Complimenti 🙂

Solo pochi coraggiosi ci arrivano

e tu sei uno di questi clicca qui e vai alle REGOLE

È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre.

Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai.
Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio.

Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

e allora Via